VITTI: Eccellenze gastronomiche italiane

VITTI: Eccellenze gastronomiche italiane

Intervista a Onorio Vitti, proprietario del brand: “Sempre alla ricerca dell’essere fuori dagli schemi e avanti con le intuizioni del mercato. La mia prossima sfida trasformare il brand in un format franchising

La tradizione familiare gli ha dato fin da piccolo un orgoglio personale di appartenere a qualcosa di importante. Una piacevole sensazione il poter vivere e sviluppare un percorso continuativo nella storia. La sua famiglia è stata molto importante sia per le sue scelte pratiche che nello studiare e forgiare nel fuoco il suo mestiere. Tutto questo senza mai percepire un obbligo o una forzatura. Il padre gli aveva ventilato molte altre possibilità lavorative ed infatti a 19 anni aveva già superato 3 importanti concorsi per entrare nel classico posto fisso in grandi realtà ma con sua disperazione non li ha mai presi in considerazione come obiettivo. “Da folle, certo, ma volevo essere il comandante del mio futuro ed anche se povero doveva essere assolutamente il risultato del mio impegno. Sembrerà stupido ma mi ha dato un senso alla vita”. A parlare è Onorio Vitti, proprietario del brand di ristorazione e gastronomia Vitti. Onorio continua: “Una passione nata in me per un semplice e romantico amore, possiamo dire, per la storia della mia famiglia. Già dal 1898 la vita della mia famiglia era basata sulla produzione del Gelato Artigianale Italiano”.

Allora ci parli delle sue attività?

“Questo è il mio problema, tutte le mie attività sono basate sul segmento alimentare ed ospitalità ma ho ampliato un po’ troppo tutti i miei orizzonti. Non ho avuto un obbiettivo monotematico nella mia vita, ma il saper vedere il tutto a 360°, e questo solo per una squisita curiosità, il puro interesse e sfida commerciale a vedere se “ci riesco?”. Come gettare il cuore dietro un alto cancello ed andarlo a recuperare scavalcandolo. Mettere tutto in un fardello e giocarselo sicuro di vincere con le mie attitudini e professionalità. Vivere con sacrificio ma divertendomi. Io nasco inizialmente come gelatiere artigiano con la mia famiglia ed ho poi sviluppato nel gruppo aziendale segmenti semi industriali/artigianali di produzione gelati, Gelaterie artigianali, Gran Caffè in Italia ed all’estero, Pasticcerie, Ristorante, Pizzeria, Ristoranti Giapponesi di alto segmento, Ristorante di Ramen e Sushi, Società di import e d export di carne ed alimenti, ed una start-up innovativa alberghiera”.

Qual è la peculiarità dei vostri prodotti e quali le ragioni del successo?

“Sono stato veramente fortunato perché ho avuto una esperienza eclettica nel mondo della somministrazione, vivendo e imparando i segreti del mestiere insieme a grandissimi personaggi della vecchia guardia, cuochi, pasticcieri, gelatieri, architetti, ingegneri e sviluppatori di vendite. Con questo bagaglio ho pochi segreti, serietà nel lavoro e lealtà nei confronti di tutti ma soprattutto la incredibile curiosità di un bambino alla ricerca del bello e del buono. Leggo moltissimo e mi piace viaggiare non solo con la fantasia, ma anche materialmente alla scoperta delle eccezionalità ed è questo che mi stimola e non mi fa dormire. Certo dormo solo 4/5 ore notte ma veramente con gusto sapendo di aver usato al massimo la mia giornata”.

Qual è stata la più grande soddisfazione nella vita personale e nella vita lavorativa?

“Aver dato ed aiutato tantissime persone a crearsi un futuro nella loro vita e nella mia vita personale aver dato ai miei figli la mia stessa grinta. Infatti stanno facendo un percorso formativo da semplici dipendenti all’estero cominciando da lavapiatti ed adesso dopo 2 anni essere amministratori e gestori di locali aumentando le vendite fino al 50% dai loro predecessori”.
Qual è la sua più grande paura?
“Non finire il mio compito iniziato”.

Il più grande rimpianto?

“Che 30 anni fa per colpa di una malattia improvvisa non ho cominciato la ingegnerizzazione delle mie attività con un franchising, ne avevo tutte le potenzialità preparazione e soprattutto il mercato era giovane”.

Ha un sogno nel cassetto ancora da realizzare?

“Che il nome Vitti sia sinonimo di Eccellenza Italiana riconosciuta e questo finalmente dopo più di 120 anni di storia”.

Cosa vuol dire per lei essere all’avanguardia, essere pionieri. Voi nella vostra attività lo siete?

“Sempre alla ricerca dell’essere fuori dagli schemi e avanti con le intuizioni del mercato, infatti la mia prossima scommessa va su due distinte scie, una l’importazione in esclusiva di una speciale e rara carne Wagyu Giapponese, come piattaforma distributiva all’ingrosso carne, rivolto a segmenti ristorativi stellati, e due quella alberghiera con una mia idea brevettata e poi riconosciuta come altamente innovativa dalla Comunità Europea e camera commercio di Roma infatti in questo momento con questa idea ho in apertura una boutique Hotel altamente tecnologica al cuore storico di Roma”.

Cosa rappresenta oggi la sua azienda nel mercato del business?

“Non saprei e non me lo sono mai chiesto ma saranno i fatti a parlare”.

Nell’imminente futuro la sua azienda è abbastanza matura per trasformarsi in un business format franchising?

“Sicuramente si perché al giorno d’oggi assolutamente devi essere catena o gruppo per non essere poi cancellato dalla concorrenza insomma o fai il salto di qualità come catena o non ho più ragione di esistere”.
Come guardate all’estero… cosa vuol dire per voi internazionalizzazione del business e quali sono i mercati a cui guardate con maggiore interesse nel medio e lungo periodo?
“All’estero è dura, molto dura, se ci si va da soli e piccoli. Li ci sono le vere sfide, in Italia come l’ho vista io è come essere un pesciolino rosso re della sua bolla di acqua è molto facile. Invece fuori c’è il mare il quale è veramente ipnotizzante ed affascinante ma sicuramente più spietato. Perciò mai impreparati o improvvisati ci si può veramente far male, ma se strutturati è come cavalcare l’onda con un ritorno impressionante”.

Per concludere due domande. La prima: progetti futuri per lei e l’azienda?

“Seguirò il mio cuore e credo nel progetto di sviluppo di una catena tutta mia”.

La seconda: Qual è la lezione più importante che la vita le ha insegnato?

“Mi viene solo una similitudine “Vincere a scacchi senza barare con te stesso”. Sempre”.

 

@redazione AZ Franchising