Come aprire un franchising salutista, vegano e biologico

Come aprire un franchising salutista, vegano e biologico

Vegano, biologico, il salutista, settori in continua crescita.

Si tratta tuttavia di un settore che offre ancora tantissimi spazi e possibilità.
Essenziale però è evitare di andare a proporre delle formule in franchising che poco si differenziano da quelle dei concorrenti, non solo in termini di offerta ma anche nei contenuti, nella comunicazione, nell’immagine, ecc.

Diventano quindi di fondamentale importanza sia la sperimentazione sia lo studio di mercato e della concorrenza.
La sperimentazione dirà se l’idea riscuote il successo del pubblico e se ci sono dei punti di debolezza nel progetto, nonché di mettere a punto le procedure cui i futuri affiliati dovranno attenersi.

Dal momento poi che il successo della rete dipenderà anche dagli affiliati, i quali dovranno non solo avere capacità imprenditoriali, ma anche condividere la filosofia alla base del progetto, importante sarà poi definire in modo chiaro la business idea e quali sono le caratteristiche del progetto che il futuro franchisor desidera comunicare all’esterno (se vuole puntare ad esempio solo sulla somministrazione o sulla rivendita o anche alla divulgazione o alla certificazione dei prodotti e così via).

Altrettanto importante sarà identificare il pubblico al quale il futuro franchisor intende rivolgersi e le sue caratteristiche (se si tratta di giovani, di meno giovani, di
persone informate o che si affacciano a questa tip0logia di prodotti per la prima per la prima volta, l’eventuale livello di istruzione, ecc.).
Lo studio di mercato offrirà invece un quadro completo del contesto in cui agirà il futuro franchisor.

In particolare lo studio di mercato consentirà di conoscere come si stanno muovendo i concorrenti. Ad esempio consentirà di sapere quante attività simili a quella che il futuro franchisor vuole avviare ci sono, quali dimensioni hanno e in quali ambiti operano, se si tratta di concorrenti noti a livello nazionale o solo locale e così via. In questo modo il futuro affiliato potrà differenziare la sua offerta rispetto a quella dei concorrenti, ciò che rappresenta un indubbio vantaggio competitivo.

Non solo. Lo studio di mercato consentirà inoltre di sapere dove sono localizzati i concorrenti e quali sono le aree eventualmente scoperte, per meglio identificare il territorio in cui ricercare i futuri affiliati. Come si può vedere, benché lo studio di mercato non sia oggetto, a differenza della sperimentazione, di un obbligo di legge, ciò non significa affatto che lo stesso non sia utile. Anzi lo studio di mercato rappresenta un importante strumento per ridurre i rischi connessi con l’avvio di una nuova attività.